È ormai conoscenza diffusa che un buono stato di benessere non consiste semplicemente nell'assenza di emozioni negative, ma piuttosto nella presenza di emozioni positive come il piacere. Tale considerazione vale anche per gli animali, per cui le emozioni giocano un ruolo fondamentale.
Secondo la Psicologia evoluzionistica infatti il processo evolutivo ha avvantaggiato lo sviluppo di emozioni negli animali come meccanismo che consente all'individuo di affrontare nel modo più neutrale possibile le scelte estreme che potrebbero fare in condizioni o situazioni scatenanti rilevanti. È il caso ad esempio della paura, che in situazioni di pericolo spinge il soggetto alla fuga piuttosto che alla morte, scegliendo così l'alternativa meno estrema.
Se le emozioni negative sono state ampiamente studiate, tuttavia, la ricerca sulle emozioni positive è stata a lungo trascurata. Lo studio qui presentato però ha voluto esaminare i progressi di Psicologia e Neuroscienze riguardo a processi cognitivi come l'anticipazione positiva, il contrasto e la controllabilità per indagare le emozioni positive negli animali. Nel relativo articolo sono state quindi delineate alcune strategie utili per potenziare le esperienze positive (come l'arricchimento fisico, sociale e cognitivo o la presunta selezione genetica), e sono suggerite applicazioni pratiche per valutare e promuovere le emozioni positive che possono contribuire a fornire agli animali una migliore qualità di vita.
Perché è importante valutare le emozioni positive?
Gli scienziati del benessere animale si sono presto resi conto che i problemi di benessere possono essere meglio affrontati se si tiene in considerazione il fatto che anche gli animali provano emozioni. È ormai ampiamente accettato che gli animali possano provare dolore e sofferenza, e sono stati sviluppati metodi per valutarli. Tuttavia, c'è ancora da accordarsi su come valutare le esperienze positive, sebbene queste siano considerate una componente fondamentale per un buon stato di benessere. A tal proposito, gli autori della presente ricerca sostengono che il gioco, i comportamenti affiliativi e alcune vocalizzazioni sembrano essere gli indicatori più promettenti e pratici per valutare le esperienze positive negli animali da laboratorio e da allevamento.
È già stato sottolineato che il benessere non è semplicemente l'assenza di affetti negativi, ma prevalentemente la presenza di affetti positivi. Ciò significa che è meglio garantire comportamenti gioiosi e appaganti piuttosto che concentrarsi su comportamenti che rappresentano bisogni che devono essere soddisfatti per evitare la sofferenza, dal momento che, nel secondo caso, l'animale sta già vivendo uno stato di benessere non ottimale. Inoltre, l'assenza di segni di piacere o di affetto positivo può essere di per sé indicazione di uno stato di disagio affettivo. Infatti, l'anedonia, ovvero l'incapacità di provare piacere, è uno dei sintomi principali della depressione.
E allora perché finora ci si è concentrati su quelle negative?
Nonostante negli ultimi anni la ricerca scientifica riguardo le emozioni positive degli animali abbia avuto una forte crescita, restano nettamente maggiori le ricerche a scopo di valutare le entità delle emozioni negative. Tale squilibrio non sembra essere esclusivo degli studi sugli animali, ma bensì identico allo studio delle emozioni negli esseri umani. La ragione principale di tale squilibrio è potenziale da ricercarsi nel fatto che le espressioni di esperienze negative sono molto più intense di quelle di esperienze positive e quindi sono più facili da studiare.
Quanto le esperienze negative sono più facili da studiare, però, tanto più difficili sono da superare per l'individuo. Spesso la complessità del superamento dello stato di stress è dovuta al fatto che non è sempre facile capire la causa scatenante. Il modo migliore per poter mettere gli animali in condizione di vivere emozioni positive è quindi attenerci al repertorio comportamentale di specie: ossia garantire al nostro pappagallo il corretto svolgimento di tutti i comportamenti richiesti dall'organismo, così da poterlo mantenere in uno stato di appagamento e quindi prevenire situazioni di disagio e depressione.
Per approfondire la ricerca riguardo alla valutazione delle emozioni positive, leggi l'articolo completo di Alain Boissy e altri:
Valutazione delle emozioni positive negli animali per migliorare il loro benessere
[«La valutazione delle emozioni positive negli animali per migliorare il loro benessere» in Physiology & Behavior , 92(3), 2007, pp. 375-397.]