Il contagio della risata nei pappagalli: cosa ci dice la scienza

Il contagio della risata nei pappagalli: cosa ci dice la scienza

Quando sorridiamo ai nostri pappagalli, riescono a percepirlo? E il nostro umore può influenzare il loro? La percezione e l’influenza di risata e sorriso sono state studiate in svariate ricerche... Finora queste si sono concentrate soprattutto sui primati, dal momento che, trattandosi di gruppi sociali dove le interazioni socio-emotive ricoprono un ruolo importante, le espressioni facciali hanno una valenza molto importante. In particolare si è giunti alla conclusione che nei primati e in altri mammiferi le espressioni facciali sono molteplici e ognuna rispecchia un particolare "messaggio" che l’individuo vuole trasmettere ai propri conspecifici.

E i pappagalli?

Anatomicamente parlando, gli uccelli sono privi di una struttura muscolare capace di modulare un’espressione facciale e sembra che non siano in grado di sorridere né di riconoscere il sorriso in altre specie. Diversi esperimenti con i corvi infatti hanno dimostrato come gli uccelli sono in grado di riconoscere perfettamente la direzione in cui un essere umano sta guardando e sono perfettamente in grado di distinguere il volto di un essere umano da quello di un’altro e ricordarlo nel tempo. Questi esperimenti però hanno anche dimostrato come non siano in grado di distinguere un volto sorridente da uno neutro.

Cosa sfugge a questi studi?

Gli esperimenti appena citati dimenticano che gli uccelli non vivono di espressioni facciali, ma di suoni. Sfruttando questa considerazione, alcuni ricercatori universitari si sono concentrati sull'aspetto sonoro collegato al contagio emotivo positivo e i risultati sono stati strabilianti. Nello studio hanno indagato come i contagi emotivi positivi siano azioni esteriori che si diffondono da un individuo all’altro (proprio come la risata tra umani è contagiosa) e come queste azioni si possano diffondere indipendentemente dal sesso e dall’età degli individui, emittenti e riceventi che siano. Soprattutto, risulta che anche i pappagalli sono influenzati dallo stato emotivo di chi li circonda. Nello studio infatti sono state proposte a dei pappagalli kea delle riproduzioni audio di richiamo al gioco di conspecifici: i pappagalli a cui venivano fatte ascoltare proponevano a loro volta atteggiamenti di gioco.

Questo interessantissimo studio conferma quanto ho potuto vedere durante la mia esperienza con molti pappagalli. Le fasi di addestramento o i momenti di interazione con loro non sono freddi momenti dove il pappagallo deve rispondere da automa a dei comandi specifici: le emozioni che trasmettiamo al pappagallo influenzano il suo stato emotivo. Dobbiamo quindi ricordare che in ambiente domestico noi umani prendiamo il posto dei loro conspecifici compagni sociali ed è importante considerare quanto questo sia rilevante nella loro visione da animale sociale e quanto noi possiamo influenzare il loro stato emotivo. Perciò quando interagisci con il tuo pappagallo: un bel sorriso, tanta positività e gioca con lui!

Per approfondire gli studi scientifici che attestano il contagio emotivo positivo della risata nei pappagalli, leggi l'articolo completo di Raoul Schwing, Ximena J. Nelson, Amelia Wein e Stuart Parsons:

Positive Emotional Contagion in a New Zealand Parrot (Il contagio emotivo positivo nel pappagallo della Nuova Zelanda)

[Articolo pubblicato in Current Biology, 27 (6), PR213-R214, 20 marzo 2018]